“La variante brasiliana rischia di diventare il nuovo mostro di questa crisi in tutta Italia. lo ha sottolineato, oggi, la presidente umbra Donatella Tesei intervenendo per un aggiornamento della situazione pandemica alla luce della scoperta delle varianti in Assemblea legislativa.

Tesei ha espresso preoccupazione “sia per l’Umbria che per l’intero Paese. Si susseguono notizie – ha detto – di nuovi focolai all’ospedale Sant’Orsola di Bologna, nelle Marche, in Abruzzo, in Molise, in Toscana, a Messina, mentre l’Alto Adige è in lockdown per tre settimane. Se sarà così, spero di no, all’Umbria è toccato di isolare la nuova variante e affrontarla per prima”.

La presidente ha spiegato di non nutrire dubbi sul fatto che come accaduto ad ottobre, in occasione della Fase 2 della pandemia “noi umbri supereremo questa terribile sfida che oggi trova un nome nella variante inglese e brasiliana”.

“A fronte di questo impegno comune che ci deve vedere tutti schierati nella stessa trincea – ha ancora sottolineato la presidente della Regione – assicuro che zona rossa non sarà sinonimo di chiudersi in casa passivamente aspettando che passi la nottata”.

Tesei ha detto di aver chiesto alla Sanità regionale azioni immediate: ripensare e ristrutturare il contact tracing, isolare tutti i cluster di variante inglese e brasiliana, inviare all’Iss una massiccia richiesta di campionamento dei casi sospetti, incrementare i tamponi nella popolazione scolastica, aumentare il livello di sicurezza in ospedale e Rsa, di ripristinare le strutture contaminate, riallestire il massimo numero di posti letto Covid disponibili oltre quota 700, riallestire il massimo numero di terapie intensive umbre, a quota 160 in attesa anche dei 40 posti che il commissario Arcuri deve realizzare e attesi per il 28 febbraio, attivazione immediata dell’ospedale da campo regionale, consegnato all’Azienda ospedaliera di Perugia, dare luogo alla prima tranche di 1.550 assunzioni previste dalla sanità per il 2021. “Sono queste – ha concluso – le azioni indifferibili alle quali la sanità deve dare luogo in questi 15 giorni”.