“I danni provocati dalla pandemia ci prospettano un futuro complicato nel quale, dopo avere onorato e pianto i morti, dovremo confortare i sopravvissuti, far ricorso alla buona volontà di tutti per promuovere uno sviluppo sostenibile e dignitoso, rinunciando realisticamente alla pretesa che tutto torni come prima”: lo ha detto il vescovo di Terni, monsignor Giuseppe Piemontese, nel corso del pontificale presieduto in cattedrale in occasione di San Valentino, patrono della città. Cerimonia alla quale hanno partecipato la presidente della Regione, Donatella Tesei, e il sindaco Leonardo Latini, che ha acceso la lampada votiva e pronunciato l’atto di affidamento della città al patrono.

In chiesa, da sabato, anche l’urna contenente le reliquie del santo, al termine della messa rientrate nella basilica di San Valentino accompagnate in processione da vescovo e sindaco.

Per mons. Piemontese la celebrazione ha rappresentato “una opportunità per richiamare l’attenzione di tutti sul significato profondo e pieno della festa del nostro santo patrono nel tempo e nell’esperienza della pandemia”. “L’umanità – ha aggiunto – sta attraversando una crisi che mette in discussione gli equilibri che sembravano consolidati, ma è anche premessa di novità e di rinnovamento. Così è stato nel passato”.

Quanto alla ricerca dell’immunità di gregge, è “un obiettivo encomiabile”, tuttavia secondo Piemontese “va perseguita per tutti gli uomini perché siamo tutti sulla stessa barca e perché il villaggio globale va immunizzato nel suo insieme altrimenti sarà solo una illusione”.