Vengono definiti “dati molto buoni quelli che giungono dalla Muzi Betti, l’azienda pubblica di servizi alla persona di Città di Castello dopo il focolaio Covid dei giorni scorsi. Lo ha riferito il sindaco della località umbra Luciano Bacchetta.

“Dopo il terribile focolaio che ha causato 100 casi di positività e la scomparsa di dieci ospiti contagiati, mentre altri due decessi di questo periodo non sono dovuti al coronavirus, oggi il bilancio della residenza sanitaria – ha riferito il sindaco – parla di dieci ospiti che sono sempre stati negativi, di tre ricoverati in ospedale, uno dei quali non per Covid-19, di 13 anziani positivi e di ben 46 ospiti negativizzati”.

Bacchetta ha quindi anticipato come “da lunedì prossimo riprenderanno davanti alle vetrate del complesso intitolato a Dina e Carlo Birri le visite dei parenti che dall’esterno della struttura comunicheranno con i propri congiunti mediante l’interfono”.

“Davvero un bel segnale – ha commentato il sindaco, in una nota del Comune – visto che uno dei grandi problemi determinato dal Covid per le persone anziane è quello della solitudine”. “D’altra parte e lo ribadisco il focolaio non è certo nato dalle visite esterne nei locali della struttura, che non ci sono mai state, ma è stato purtroppo interno, un fatto che può accadere ed è accaduto dovunque, semmai alla Muzi Betti molto più tardi che altrove”, ha puntualizzato Bacchetta.