La protesta del comitato “No Inceneritori” è tornata in piazza a Terni. I manifestanti si sono ritrovati nel primo pomeriggio di oggi davanti alla sede municipale di Palazzo Spada per riaccendere l’attenzione sulle questioni ambientali che tengono banco nel territorio.

“Uno dei punti più dolenti – ha spiegato il portavoce del comitato, Fabio Neri – è la chiusura del registro tumori, che ha dato un buon contributo allo studio Sentieri. Non sappiamo quando e come verrà riattivato, vorremmo che il livello qualitativo rimanesse almeno quello, se non addirittura migliore. Ma già in passato si era denunciato un definanziamento. Tra gli altri temi quello del nuovo impianto di essiccazione di fanghi di depurazione, che rischia, secondo Neri, “di fare di Terni il perno regionale della gestione dei fanghi”.

In merito al problema più generale della gestione dei rifiuti, il comitato ha ricordato di aver presentato già da tempo “un piano regionale alternativo, al momento senza risposte”. Per Neri “bisogna iniziare a ragionare dalla testa e non dalla coda, aumentando la raccolta differenziata. Se Terni è riuscita a passare in un anno dal 48 al 71% – ha concluso – significa che l’aumento, sia in termini di quantità e di qualità, è alla portata di qualunque gestore, oltre che una necessità. Siamo convinti che si possa arrivare alla chiusura controllata delle discariche”.