Nella serata del 5 gennaio, intorno alle ore 21:00 circa, a Terni, i carabinieri di Terni hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Terni a carico di una donna italiana, A.M. classe 2000, e di un uomo tunisino, N.R. classe ’78, entrambi responsabili di rapina aggravata in danno di un cittadino italiano, classe ’69, avvenuta presso l’androne condominiale del civico 35 di via porta San Giovanni, a Terni, nel pomeriggio del 4 dicembre scorso.
Una rapina violenta e, date le circostanze, particolarmente vigliacca. La vittima – infatti – è sofferente di una patologia che non gli consente di deambulare e parlare perfettamente. Con molta fatica, appoggiandosi ad un carrellino, il cinquantunenne era sceso in strada dalla sua abitazione per gettare la spazzatura ma, poco prima di rincasare, era stato colto alle spalle dall’uomo e dalla donna che, approfittando della condizione di minorata difesa, lo avevano afferrato violentemente e gettato in terra. Dopo avergli chiuso la bocca con una mano, i malfattori lo percuotevano violentemente con calci e pugni per non farlo dimenare e riuscire infine a sfilargli il portafoglio dalla tasca, contenente documenti, il bancomat e la somma di 160 euro.

Terminata l’azione delittuosa si davano a precipitosa fuga per le vie circostanti, facendo perdere le proprie tracce. Nel giro di pochi minuti venivano allertati i Carabinieri, fortunatamente, il condominio era dotato di un impianto di video-sorveglianza; la visione delle registrazioni delle ore precedenti consentiva ai Carabinieri della Stazione di Terni di individuare i fotogrammi della rapina avvenuta alle ore 16:15 circa. Nei frame, seppur travisata dalla mascherina protettiva, i Carabinieri riconoscevano senza alcun dubbio la figura della donna, A.M., già nota per altri fatti legati al mondo delle sostanze stupefacenti, nonché quella dell’uomo, il tunisino N.R., che indossava gli stessi pantaloni già indossati in occasione di altre attività delittuose. A suggello dell’identificazione della donna, i militari hanno individuato altri fotogrammi che la ritraevano: il 2 dicembre, due giorni prima della rapina, A.M. era stata convocata presso la caserma di via Radice per altra attività di polizia e, in quel frangente, indossava le stesse scarpe, lo stesso zaino e lo stesso giubbino di colore rosa. Ulteriormente, il giorno della rapina, poche ore dopo i fatti la donna si era presentata in Questura per apporre la firma di controllo, poiché sottoposta alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno, indossando gli stessi indumenti seppur con il giubbino risvoltato (rimanendo visibili le profilature di colore rosa). Nel corso della perquisizione presso l’abitazione della donna in fase di esecuzione dell’ordinanza restrittiva, i militari hanno individuato l’uomo ben nascosto tra lenzuola e coperte all’interno del “letto contenitore”. Al termine delle operazioni l’uomo è stato condotto presso il carcere di “Sabbione”, la donna, madre di una bambina in tenera età, è stata ristretta agli arresti domiciliari, a disposizione dell’A.G. per l’interrogatorio di garanzia.

TERNI: NON VUOLE STARE AI “DOMICILIARI” CON I FAMILIARI,CHIAMA I CARABINIERI E SI FA PORTARE IN CARCERE