Riceviamo e pubblichiamo una nota del Segretario della delegazione di Terni dell’Associazione Codici, Centro per i diritti del cittadino, l’Avv. Massimo Longarini.

“Da molte settimane abbiamo rivendicato attenzione da parte di tutti sulla necessità di evitare che l’emergenza dovuta alla pandemia possa generare forme dissimulate di discriminazione nell’accesso ai servizi sanitari, soprattutto nelle strutture pubbliche.

Riteniamo che fatto tesoro dell’esperienza della prima ondata del Coronavirus gli Ospedali dovrebbero essere in grado di gestire l’accesso dei malati di coronavirus ma anche di tutti coloro che hanno bisogno di assistenza ed interventi per le proprie patologie.

Non abbiamo sottovalutato, pertanto, la portata di un articolo di Umbriajournal pubblicato nei primi giorni di dicembre 2020. (https://www.umbriajournal.com/cronaca/blitz-della-guardia-di-finanza-presso-gli-uffici-della-regione-umbria-387966/9)

Ciò che temevamo, tuttavia, si è verificato.

Il Sig. Luongo Mario è deceduto presso la propria abitazione in Terni, Via Liutprando n. 26 \D in data 21.11.2020 per certificata “Cardiopatia-arresto cardiaco”.

Prima di allora il Sig. Mario è stato ricoverato presso l’Azienda Ospedaliera di Terni in data 31.03.2020 (sino al 07.04.2020), il 13.08.2020 (con dimissioni il 18.08.208) ed infine il 29.10.2020 (sino al 03.11.2020) (doc.n.2-3-4)

Tutti e tre i ricoveri sono avvenuti presso il reparto di cardiologia del Nosocomio ternano; il primo addirittura in terapia intensiva.

In occasione del II ricovero del 13.08.2020 “per scompenso cardiaco riacutizzato” il povero Sig. Mario è stato dimesso con l’impegno scritto dei sanitari a ricontattarlo “dalla UO di Emodinamica per essere sottoposto ad intervento di Mitraclip.”

Sicchè, in data 29.10.2020 l’Azienda Ospedaliera ha proceduto al terzo ricovero del paziente “programmato con prenotazione” dallo stesso Istituto di Cura con la seguente diagnosi di ammissione: “altre e non specificate malattie della valvola mitrale”.

In particolare, all’atto del ricovero il Dr. Bazucchi Marco ha riferito di un’”insufficienza mitralica severa” con un intervento di mitraclip programmato per il 30.10.2020.

Dopo 4 giorni di ricovero, tuttavia, il Sig. Mario è stato dimesso senza che fosse praticato allo stesso alcun intervento chirurgico (per quanto ritenuto talmente necessario da preconizzare, all’atto delle dimissioni, la necessità di un’ulteriore prenotazione all’uopo).

Nella cartella clinica si legge, quale motivazione del mancato intervento, una frase dal contenuto tanto grave quanto enigmatico: “la procedura programmata di valvuplastica mitralica con sistema di Mitraclip veniva rinviata causa la mancata disponibilità dell’anestesista in considerazione dell’emergenza Covid”

Il paziente ha vissuto a casa gli ultimi giorni della propria esistenza in condizioni di grande sofferenza.

Ci si domanda, all’uopo, come sia stato possibile dimettere un paziente, cardiopatico, che per prescrizione degli stessi sanitari dell’Azienda Ospedaliera avrebbe dovuto essere operato per la propria patologia (allo stato la causa, in assoluto, più frequente di decessi in Italia e nel mondo!!!!), adducendo quale motivazione l’assenza di un’anestesista determinata dalla pandemia in atto.(!!!???)

Il Coronavirus, ad un anno dal suo avvento ed a sei mesi dall’attenuazione della I fase della pandemia, non può aver rappresentato una ragione sufficiente per giustificare una carenza organizzativa talmente grave da annullare un intervento operatorio, urgente, programmato da settimane!!!!!

Intervento operatorio funzionale alla salvaguardia della vita di un individuo!!!

Individuo che, qualche giorno più tardi, è venuto a mancare proprio per la patologia che si intendeva curare e\o alleviare.

Circa la irrilevanza di una giustificazione quale quella addotta dall’Azienda Ospedaliera si vuole richiamare, tra le tante, una ricerca recentemente pubblicata circa le responsabilità delle disfunzioni organizzative del sistema sanitario dinanzi al Covid. (https://www.openpolis.it/il-cortocircuito-stato-regioni-sulla-riorganizzazione-del-sistema-sanitario/)

I figli del povero sig. Mario si sono rivolti alla Nostra Associazione ed è stata presentata una querela poiché, dinanzi alla dichiarata assenza di anestesisti, la cui veridicità dovrà essere accertata al pari della opportunità di sottrarli ad un intervento finalizzato a preservare un individuo da morte certa, si dovrà accertare se la Regione Umbria od il Commissario Arcuri hanno adottato tutte le misure necessarie per il previsto potenziamento del sistema sanitario Umbro”.

Codici Org–DELEGAZIONE DI Terni

Il SEGRETARIO

Avv. Massimo Longarini