In Umbria il 15,8% dei minori vive in condizioni di povertà relativa. Un dato “migliore” della media nazionale, che si attesta al 22% e soprattutto di regioni come la Calabria (42,4%) e la Sicilia (40,1%) che si trovano ai primi posti di questa triste classifica, ma lontano da quello dei territori più virtuosi, quali il Trentino Alto Adige (8,3%) e la Toscana (9,8%).

E’ quanto emerge dall’undicesima edizione dell’Atlante dell’infanzia a rischio ‘Con gli occhi delle bambine’, diffuso a pochi giorni dalla giornata mondiale dell’Infanzia e dell’adolescenza da Save the children.

Un Paese quello fotografato “dove nascono sempre meno bambini e dove la povertà intrappola il loro futuro nelle aree più svantaggiate”, in una Italia “sulla quale si è abbattuta la scure dell’emergenza Covid, con conseguenze socio-economiche che rischiano di rendere ancora più profonde le disuguaglianze”.

“Abbiamo una generazione intera da proteggere, una generazione per la quale il futuro si costruisce a partire da oggi, in Umbria così come nel resto del Paese – afferma Daniela Fatarella, Direttrice generale di Save the Children Italia -.

In questa spinta per la ripartenza, le bambine e le ragazze possono e devono essere un volano di sviluppo. I dati e le analisi tracciano per loro un percorso pervaso di ostacoli, sfide, problemi, ma mostrano allo stesso tempo la loro capacità di resilienza, del loro saper fare di più anche con minori risorse e della loro spinta a proiettarsi verso l’esterno, ad impegnarsi nella vita pubblica”.