“Oggi quasi 800 casi in Umbria. La situazione è fuori controllo”. A scriverlo nella giornata di domenica 1 novembre il dottor Maurizio del Pinto, attuale responsabile di Terapia Intensiva Cardiologia presso l’azienda ospedaliero-universitaria di Perugia. Le sue parole descrivono perfettamente l’attuale situazione legata all’aumento dei contagi da Covid-19 nella nostra regione: “Così sarà un disastro annunciato. Siate prudenti tutti. Dobbiamo pensarci da soli. Ormai siamo soli”.

Nel frattempo i contagi crescono ogni giorno ed è sempre più evidente che il tracciamento sia ormai del tutto saltato. Ieri, lunedì 2 novembre, 193 nuovi casi su 628 tamponi: significa il 30% di positivi sui tamponi effettuati. Il dottor del Pinto riporta nel post il caso di una sua conoscente. L’episodio è accaduto domenica 1 novembre: “Mi chiama una conoscente. Ha febbre, anosmia e ageusia (perdita di olfatto e gusto) da due giorni. Si è isolata in casa con il suo compagno. Chiama il suo medico curante per effettuare il tampone. Risposta: nessun tampone, tanto ormai sei sicuramente positiva. Chiede il tampone per il suo compagno convivente. Nessun tampone. Tanto è asintomatico. I datori di lavoro di entrambi impongono il rientro al lavoro. A lei appena passati i sintomi anche senza tampone. A lui fin da subito perché asintomatico. Lui si oppone perché rischierebbe di contagiare i colleghi. Il medico di famiglia non certifica assolutamente il suo stato di contatto stretto ad alto rischio. Lui non si reca al lavoro e prende le ferie. Quanta responsabilità ha questo lavoratore? Quanta irresponsabilità hanno coloro che stanno gestendo questa situazione? Aggiungo: sia lei che lui forniscono i nomi dei contatti degli ultimi 5 giorni. Risposta: non ci interessa, tanto non li contatteremo. Così sarà un disastro annunciato. Siate prudenti tutti. Dobbiamo pensarci da soli. Ormai siamo soli”.

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