La Procura di Terni “sta lavorando a 360 gradi, anche con la collaborazione di altri territori” sul caso della diciottenne di Amelia, trovata senza vita sabato mattina nell’abitazione del suo fidanzato, anche lui del posto, il giorno dopo avere compiuto la maggiore età. Lo ha spiegato oggi il procuratore capo Alberto Liguori, nel corso di una conferenza stampa convocata nell’ambito delle indagini sulla presunta overdose da eroina che – secondo i primi accertamenti – è costata la vita alla giovane amerina. Gli accertamenti punterebbero soprattutto a capire quale sia la provenienza della droga, che – è una delle ipotesi – potrebbe essere stata un regalo di compleanno del fidanzato.

Sull’episodio è stato aperto un fascicolo coordinato dal sostituto procuratore Camilla Coraggio. Liguori ha sottolineato che quanto ad eventuali iscrizioni nel registro degli indagati “le faremo perché atti dovuti e di garanzia di fronte ad atti irripetibili”. “Ma al momento – ha aggiunto – non siamo in presenza di un responsabile”. Tra le ipotesi al vaglio ci sarebbero quella dell’omissione di soccorso o della morte come conseguenza di altro delitto. “Ipotesi che hanno bisogno di una lettura ragionata” ha spiegato ancora Liguori. In particolare la procura attende gli esami specialistici sul corpo della ragazza, “per fare riflessioni a freddo, senza fughe in avanti”.

“Non abbiamo allo stato possibilità di imboccare una strada – ha continuato il procuratore – stiamo lavorando con la collaborazione di altri territori, dovendo ricostruire la giornata che per la ragazza si è conclusa in maniera terribile”.

“Non focalizziamo la nostra attenzione solo su Terni – ha detto Liguori – ma dobbiamo capire cosa è successo la sera tra il 9 e il 10 ottobre e bussare anche alle porte di chi ha ceduto la droga, capire se era cosciente”.