“Il clima di tensione nel territorio sta salendo, ma non si deve tradurre in un clima irrespirabile”, l’episodio della morte della diciottenne di Amelia “è un fatto isolato, scollegato” da quello dei due adolescenti di Terni avvenuto a luglio: a dirlo è stato oggi pomeriggio il procuratore capo di Terni, Alberto Liguori, nel corso di una conferenza stampa convocata – presso il comando provinciale del Carabinieri – nell’ambito delle indagini sull’overdose che sabato – secondo i primi accertamenti – è costata la vita ad una giovane amerina. Vicenda che segue di pochi mesi quella di Flavio e Gianluca, i due ragazzi di 15 e 16 anni trovati anche loro morti nel letto dopo aver assunto un mix di sostanze droganti.

In merito alle indagini sul decesso della ragazza, Liguori ha spiegato che gli investigatori e inquirenti stanno lavorando “a 360 gradi per capire il fatto”, ma che serviranno “gli esami specialistici, che si stanno per conferire, per fare riflessioni a freddo senza fughe in avanti”. “Non abbiamo allo stato possibilità di imboccare una strada – ha continuato – stiamo lavorando con la collaborazione di altri territori, dovendo ricostruire la giornata che per la ragazza si è conclusa in maniera terribile”.

Quanto alle iscrizioni nel registro degli indagati “le faremo – ha spiegato – perché atti dovuti e di garanzia di fronte ad atti irripetibili. Ma al momento non siamo in presenza di un responsabile”. “C’è un territorio che si sta preoccupando” ha aggiunto Liguori in merito alla diffusione della droga, ammettendo che “Terni e provincia hanno questa problematica”.

“Ci aspetteremmo che tutte le autorità facciano il proprio dovere passando alla riflessione all’azione – ha concluso -. Non possiamo parlare di droga solo in ipotesi di fatti eclatanti, è un argomento che vaì messo in agenda”.