“Spaccatura in maggioranza e fumata nera dopo il conclave straordinario su dove posizionare il mercato del mercoledì. L’amministrazione in guerra con la città si nasconde al Pentagono”.
Con una nota congiunta, i gruppi consiliari di Senso civico, PD, Movimento 5 Stelle e Terni Immagina prendono posizione sulla riunione che si è svolta questa mattina fra capigruppo di maggioranza, assessori e alcuni rappresentanti di categoria sulla questione del posizionamento del mercato del mercoledì e che si è risolta in un nulla di fatto anche a causa della guerra intestina tra il gruppo consiliare della Lega e quello di Fratelli d’Italia.
“Apprendiamo della riunione tecnica di questa mattina dalla stampa. La scelta di svolgerla a porte chiuse, solo con i capigruppo di maggioranza e soltanto alcuni rappresentanti di categoria, conferma purtroppo l’insofferenza di questa amministrazione verso la trasparenza e la democrazia e la paura della città che la spinge a fuggire dalle sedi istituzionali e a non prendere mai alcuna decisione”
“Sono mesi che chiediamo un confronto nelle sedi consiliari insieme ai rappresentanti di categoria – proseguono – Sono mesi che evidenziamo la necessità di trasferire il mercato del mercoledì in centro e di prendere decisioni, uscendo finalmente dall’immobilismo tattico che attanaglia l’amministrazione e che costa in termini di prodotto interno lordo alla città.  Ci spiace che l’immenso dispiegamento di intelligenze politiche si sia tradotto in un nulla di fatto, ma ci sembra inevitabile quando l’unica preoccupazione di questa maggioranza è quella del protagonismo di alcuni e delle ambizioni assessorili di altri. Come gruppi di minoranza non siamo stati invitati al concilio straordinario così come sono state deliberatamente escluse molte associazioni. Uno sgarbo istituzionale ma più che altro segno della pochezza politica dell’attuale compagine di governo, capace soltanto in questi anni di aumentarsi le indennità. Lo spostamento in centro è l’unica soluzione percorribile. Lo richiedono molte associazioni e voci sempre più autorevoli. L’amministrazione prenda, almeno su questo, una decisione che sia una, facendo cessare il grottesco balletto di riunioni che servono soltanto a chi si crede esperto di tutto per sentirsi magari essenziale”.