La revoca in autotutela del riconoscimento dei debiti fuori bilancio dell’ex Umbria Servizi Innovativi Spa da parte dell’Organismo straordinario di liquidazione è l’ennesima prova del condono fatto dal sindaco di Terni nei confronti dei responsabili del dissesto. Così il centrodestra ternano cancella con un colpo di spugna tutte le colpe di coloro che nel corso di decenni hanno contratto debiti in violazione delle norme contabili, aumentando la massa debitoria senza copertura, senza che questi rispondano ai due criteri previsti, quello dell’utilità e dell’arricchimento per la collettività.

Perché tutti i consiglieri di maggioranza, compresi quelli che per anni hanno condiviso nel M5S questa posizione, nella loro piena facoltà e diritto d’iniziativa hanno abdicato alla loro responsabilità di non riconoscere tali debiti a bilancio, seguendo una discutibile interpretazione da azzeccagarbugli? Come mai l’Osl ha dovuto chiedere una verifica sulla prerogativa di debito fuori bilancio dell’ex USI? E perchè revocare tale riconoscimento ai debiti dell’ex USI e lasciare invece quelli del Lodo Cosea e dei servizi educativi?
L’assessore Masselli sembra sicuro della bontà del suo operato e ci auguriamo per lui e per tutti i cittadini ternani che non sconti le stesse decisioni politiche pagate da qualche suo predecessore, anche lui al tempo piuttosto sicuro di sè. Ci chiediamo infine come sia possibile che il Comune di Terni continui a navigare nell’incertezza su questioni di estrema importanza come il futuro del Sii e soprattutto dell’Asm mentre la maggioranza resta in silenzio e a Palazzo Spada non si fanno consigli, né commissioni.