“Sull’interruzione volontaria di gravidanza farmacologica la nostra era una battaglia giusta. La Giunta Tesei chieda scusa e cambi subito la delibera della vergogna”. È quanto dichiara il consigliere regionale Tommaso Bori a nome del gruppo del Partito Democratico.   “La donna – spiega Bori – potrà lasciare la struttura ospedaliera dopo mezz’ora dall’assunzione della pillola Ru486, senza alcun obbligo di ricovero forzoso di tre giorni come imposto dalla Giunta Tesei. Le linee
guida del ministero della Salute mettono fine ad una forzatura terribile voluta dalla Lega e stabiliscono una vittoria di civiltà e dei diritti”.
“Il consiglio superiore di Sanità prima e il ministero della Salute poi – prosegue Bori – mettono i paletti ad una destra oscurantista che ha provato a riportare l’Umbria indietro di cinquant’anni. È necessario che, dopo aver scatenato una sollevazione popolare e dopo essere andati incontro ad una sonora bocciatura della comunità medica, la presidente Tesei, l’assessore Coletto e il loro consigliere sul tema, il senatore Pillon, chiedano scusa alle donne e all’Umbria. Chi ha lottato per i diritti delle donne e la libertà di scelta stava dalla parte giusta. Hanno cancellato con tanta fretta un diritto che ora va subito ripristinato. La presidente Tesei – conclude – convochi subito la Giunta e cancelli la delibera della vergogna”