“Va ricostruito il percorso” che ha portato la sostanza stupefacente “autorizzata” nella disponibilità di Aldo Maria Romboli, “che fosse codeina, metadone o altro”, perché “anche quella è un’arma, uno strumento idoneo ad uccidere”: lo ha detto stamani il procuratore di Terni, Alberto Liguori, parlando – a margine della conferenza stampa sui nove arresti per spaccio di droga – delle indagini sulla morte dei due adolescenti di 15 e 16 anni trovati senza vita nei loro letti il 7 luglio scorso.

Il magistrato ha spiegato che la procura indagherà “per capire come è disciplinato” il mondo dei servizi per le tossicodipendenze e “se gli interpreti di questa disciplina abbiano consapevolezza dell’arte medica, cioè quello che si prescrive”. Romboli era seguito dal Sert di Terni e avrebbe venduto del metadone proveniente dalla propria terapia ai due ragazzi.

“I programmi terapeutici – si è chiesto Liguori – hanno delle linee guida? L’affidamento terapeutico domiciliare ha un percorso, un’affidabilità? Può essere definito affidabile un tossicodipendente dopo 20 anni?”.

Inoltre per il procuratore “sarebbe interessante verificare in questa città quanti tossicodipendenti giovani e non frequentano il Sert e se magari abbiamo la fortuna o sfortuna, e su questo lavoreremo a breve, di selezionare un po’ di loro tra Sert e segnalati alla prefettura e di andarli ad inquadrare nei singoli territori di Terni, trovando i referenti di quartiere”.