La giunta, dopo l’atto di indirizzo presentato dagli assessori comunali alla polizia locale Scarcia e all’ambiente Salvati, ha condiviso questa mattina la proposta al Consiglio per la modifica al Regolamento comunale per la gestione dei rifiuti urbani e assimilati.
L’abbandono incontrollato di rifiuti, si legge nella delibera, ha subìto un ulteriore incremento in seguito alla transizione dalla raccolta stradale a quella domiciliare. Attualmente gli abbandoni interessano sia le zone del centro cittadino che i quartieri periferici, generalmente con modeste quantità di rifiuti, spesso di provenienza domestica e sono all’origine anche di discariche abusive con conseguente pregiudizio delle matrici ambientali e del decoro urbano oltre che un danno economico per la collettività.
“Il decoro della città – dichiara l’assessore all’ambiente Benedetta Salvati – è un caposaldo di questa amministrazione. Dopo avere assegnato la gara quinquennale della manutenzione del verde pubblico che tanto sta a cuore ai cittadini e i cui risultati cominciano ad essere evidenti, ora la palla passa alla lotta contro l’abbandono incontrollato dei rifiuti.
Il primo passo è stato il posizionamento da parte dei Vigili urbani di diverse fototrappole integrato all’utilizzo della videosorveglianza utili per l’individuazione dei responsabili di questi incivili atti. La naturale conseguenza è l’inasprimento delle sanzioni.”
“Una collaborazione fattiva, quella tra i due assessorati – evidenzia l’assessore alla polizia locale Giovanna Scarcia – che ha portato anche all’aumento del perimetro di sorveglianza nei confronti dei trasgressori, nei confronti dei quali l’amministrazione fa sul serio e non ammette sconti”.
“Il regolamento comunale sui rifiuti del 2016 approvato dalla vecchia amministrazione – continua l’assessore comunale all’ambiente Salvati – aveva stabilito al comma 12 dell’art 30 che, colui che abbandonava un quantitativo di rifiuti inferiore a 1 metro cubo, era sanzionato con 50 euro, mentre il testo unico ambientale chiarisce che non c’è distinzione di quantitativo di rifiuti abbandonati. Lo stesso testo stabilisce di comminare una sanzione amministrativa di 600 euro (art255 dlgs 152/06) in favore della Provincia di Terni che destina questi proventi all’esercizio delle funzioni di controllo in materia ambientale. Con la delibera approvata oggi che fa seguito all’atto di indirizzo votato in giunta lunedì scorso, si propone al consiglio di abrogare il suddetto comma del regolamento e di modificare ulteriormente quest’ultimo introducendo un articolo aggiuntivo che riguarda la refusione delle spese per il ripristino dello stato dei luoghi in cui sono avvenuti gli abbandoni. Fino ad ora il Comune interveniva per motivi di decoro e di tipo igienico sanitario nell’immediato alla rimozione e allo smaltimento dei rifiuti senza nulla chiedere al responsabile dell’abbandono anche se successivamente individuato facendo così però ricadere su tutta la collettività l’onere di queste operazioni. Aggiungendo questo articolo al regolamento si andrà a introdurre una sanzione accessoria, non presente nel testo unico ambientale che prevede l’ordinanza sindacale nei confronti del trasgressore dopo averlo individuato e quindi nella maggior parte dei casi a bonifica avvenuta, che imputerà una spesa forfettaria di 300 euro a chi effettua questo gesto ignobile. A questo punto coloro che si rendono protagonisti di questi atti inqualificabili sono ormai individuabili e saranno sanzionati con una multa di 600 euro più, a regolamento modificato, un forfettario aggiuntivo di 300 € per il ripristino dello stato dei luoghi.”