Succede che Don Giuseppe, il parroco della chiesa di San Nicola, decide di organizzare una veglia di preghiera per chiedere aiuto “a nostro signore Gesù”.
Per aiutare le persone in difficoltà economica?
Per contrastare il virus? Per un briciolo di felicità in più?
No. No. No.
Don Giuseppe vuole che i suoi fedeli chiedano l’intervento del Signore per bloccare la legge che punisce l’omofobia.
Un aiuto dall’alto per tutti quelli che discriminano, odiano, esercitano violenza.
Un gesto squallido, questa miserabile veglia CONTRO la libertà di essere e di amare.
Un gesto, peraltro, di sottile e infima violenza. Specie in un paesino piccolo come Lizzano, in cui essere additati come “diversi” è più facile.
Succede che alcuni lizzanesi decidono di ribellarsi alla santa inquisizione messa in piedi da Don Giuseppe. E si posizionano, pacifici e coi cartelli, in segno di protesta dinanzi a San Nicola.
Una ribellione che però manda su tutte le furie il novello Torquemada che – col coraggio delle proprie idee degno di Don Abbondio – da grandissimo vigliacco chiama i Carabinieri, per identificare – in pubblica piazza – chi aveva osato ribellarsi al suo instillare odio.
E i Carabinieri, non comprendo assolutamente per quale ragione, iniziano veramente a identificare i presenti.
Succedo però che il parroco non ha fatto i conti con la sindaca di Lizzano, Antonietta D’Oria.
Che piomba in piazza e – la voce rotta da emozione e rabbia – grida ai militari che l’Italia è una Repubblica laica, democratica, dove la libertà di manifestazione è un diritto inviolabile.
E non solo. Solleva poi l’indice in direzione della Chiesa e urla:
“Andate a identificare quelli che sono lì dentro. Perché questa questa è una città democratica. E quello che sta succedendo è una vergogna”.
“Tanti”, scriverà poi la sindaca su Facebook, “sono i motivi per cui raccogliere una comunità in preghiera. Certo non contro chi non ha peccato alcuno se non quello di avere il coraggio di amare.
E chi ama non commette mai peccato, perché l’amore, di qualunque colore sia, innalza sempre l’animo umano ed è una minaccia solo per chi questa cosa non la comprende”.
Delle parole bellissime. Delle parole sacrosante.
Grazie di cuore, sindaca D’Oria.
Da italiano, da pugliese, da tarantino. Da uomo libero.
Appena torno a casa, passerò da Lizzano e mi metterò in piedi per qualche minuto davanti alla Chiesa di San Nicola con la bandiera arcobaleno.
Prete, identifica anche me.
Fabrizio Del Prete

Ecco il post della sindaca di Lizzano Antonietta D’Oria “È notizia ormai rimbalzata su tutti i social media che il parroco di Lizzano, il parroco della nostra Comunità, il nostro parroco ha organizzato un incontro di preghiera contro le insidie che minacciano la famiglia, tra cui, prima fra tutte, cita la legge contro l’omotransfobia. Ecco, noi da questa iniziativa prendiamo, fermamente, le distanze. Certo non sta a noi dire quello per cui si deve o non si deve pregare, ma anche in una visione estremamente laica quale è quella che connota la attuale Amministrazione Comunale, la chiesa è madre e nessuna madre pregherebbe mai contro i propri figli.
Qualunque sia il loro, legittimo, orientamento sessuale. Perché, come ha scritto meglio di come potremmo fare noi, padre Alex Zanotelli, quando ha raccontato la propria esperienza missionaria nella discarica di Corogocho, la Chiesa è la madre di tutti, soprattutto di quelli che vengono discriminati, come purtroppo è accaduto,e ancora accade, per la comunità LGBT.
A nostro modestissimo parere e con la più grande umiltà, ci pare che altre siano le minacce che incombono sulla famiglia per le quali, sì, sarebbe necessario chiedere l’intervento della Divina Misericordia.
Perché non pregare contro i femminicidi, le violenze domestiche, le spose bambine?
Perché non celebrare una messa in suffragio per le anime dei disperati che giacciono in fondo al Mediterraneo?
Perché non pregare per le tante vittime innocenti di abusi?
Ecco, senza voler fare polemica, ma con il cuore gonfio di tristezza, tanti altri sono i motivi per cui raccogliere una comunità in preghiera.
Certo non contro chi non ha peccato alcuno se non quello di avere il coraggio di amare.
E chi ama non commette mai peccato, perché l’amore, di qualunque colore sia, innalza sempre l’animo umano ed è una minaccia solo per chi questa cosa non la comprende.”