Erano “forse” convinti di avere “acquistato e assunto codeina” mentre “invece si trattava di metadone” i due ragazzi trovati morti il 7 luglio scorso nelle loro case di Terni. E’ l’ipotesi formulata dal gip convalidando il fermo di Aldo Maria Romboli.

Dall’indagine – secondo il provvedimento visionato dall’Ansa – è emerso che già a giugno l’uomo aveva ceduto il metadone diluito ai due adolescenti.

Nel documento, il gip parla anche di “allarmante consuetudine tra i ragazzi, soprattutto adolescenti, di assumere metadone diluito o codeina diluita con acqua o con altre bevande, al fine di ottenere un effetto rilassante”.

“Secondo quanto riferito da alcuni – scrive ancora il giudice – le modalità di miscelare le sostanze al fine di ottenere l’effetto desiderato vengono apprese dai giovani da alcuni video che circolano su Internet e da alcune canzoni di cantanti ‘trap’”.