In riferimento alle notizie allarmistiche che si stanno diffondendo circa il trasferimento di un paziente positivo al Covid dall’ospedale di Città di Castello all’ospedale di Terni avvenuto il 9 giugno, la direzione aziendale precisa che l’ospedale di Terni ha semplicemente garantito la cura e l’assistenza a favore di un paziente fragile di 84 anni, con frattura di femore e un quadro clinico particolarmente complesso che, in base a quanto riferito dall’ospedale tifernate che ne ha richiesto il trasferimento, necessitava delle competenze di un ospedale DEA di secondo livello. L’accoglienza e la gestione del paziente non ha in alcun modo inficiato la normale attività chirurgica e assistenziale dell’ospedale di Terni.

Con l’occasione si segnala che nell’ambito del progressivo ripristino delle attività ordinarie, nel rispetto delle misure di sicurezza ancora previste in questa fase dell’epidemia, il 10 giugno sono state regolarmente effettuate circa sessanta procedure chirurgiche e che, più in generale, la programmazione chirurgica dell’Azienda ospedaliera Santa Maria di Terni per il mese di giugno è all’80% circa del dato storico in termini di sedute operatorie assegnate.

Si ribadisce in ogni caso che per la gravità e la complessità del quadro clinico della paziente, il caso richiedeva una consulenza di alta specialità che rientra nella missione di una azienda ospedaliera di secondo livello altamente specialistica come l’ospedale di Terni.