Il mistero intorno al pagamento dei libri scolastici per i bambini della scuola primaria – finora a carico del Comune – non accenna a chiarirsi: prima è stato annunciato un coinvolgimento economico delle famiglie, poi la parziale rettifica dell’Assessorato competente, senza ulteriori delucidazioni.

Sulla vicenda interviene ora anche la FLC CGIL Terni, che definisce la vicenda «esemplificativa di quanto la politica della disintermediazione e della mancanza di confronto faccia sempre e solo danni».

Finora i genitori dei bambini della scuola primaria prenotavano i libri in questo periodo, ritirandoli a settembre insieme al cedolino che ne indicava il costo. Il cedolino, compilato e firmato dalle scuole, veniva restituito alle librerie e queste lo esibivano al Comune che provvedeva a erogare loro la cifra corrispondente, assicurando così il pagamento dei libri scolastici ai bambini.

Ora sembra che tutto questo sia destinato a cambiare.

«Da alcuni giorni – si legge in una nota del sindacato che organizza i lavoratori della conoscenza CGIL – nelle chat e nei gruppi di comunicazione dei genitori, comprendenti anche le rappresentanze genitoriali degli istituti scolastici, si parla della comparsa di un nuovo modulo da compilare che già avrebbero tutte le librerie, con il quale toccherebbe alle famiglie anticipare il costo dei libri».

Il genitore, nel nuovo sistema di pagamento librario che sta mettendo in allarme le famiglie, dopo aver prenotato e pagato i libri in libreria, dovrebbe ricevere in cambio una cedola da portare a scuola per farla firmare nel periodo estivo. La cedola andrebbe poi restituita alla libreria entro il 31 luglio, che la girerebbe al Comune, che rimborserebbe le librerie, che rimborserebbero le famiglie in contanti o tramite un buono solo dopo aver ricevuto i pagamenti dal Comune, che notoriamente non avvengono con tempistiche esattamente agili.

Una modalità che la FLC CGIL stigmatizza come «macchinosa, poiché rischierebbe di intaccare un meccanismo che ha finora garantito la totale gratuità dei libri scolastici della scuola primaria e che sembrerebbe essere pensata più per scopi di sadismo che per una qualche necessità amministrativa. Chi non riconsegna la cedola libraria entro il 31 luglio perderebbe infatti i soldi e la prenotazione dei libri. Motivo per cui alcune maestre stanno già minacciando di rinunciare ai libri, così come diverse famiglie, già gravate dalla situazione di emergenza sanitaria ed economica, promettono di usare solo fotocopie per il prossimo anno scolastico».

«Non riusciamo davvero a capire come siano andate le cose – scrive la FLC CGIL – anche perché l’Assessorato competente afferma sulla stampa che i soldi per continuare a pagare i libri ai bambini della scuola primaria ci sono. Eppure sembra che tutto sia nato da un accordo tra Comune di Terni, Confartigianato e Confcommercio. Praticamente hanno coinvolto tutti tranne le famiglie e le rappresentanze sindacali della scuola. Una modalità, quella di decidere sulla scuola senza ascoltare minimamente chi vive di scuola, che accomuna purtroppo il governo locale e quello nazionale, come si evince anche dalle ragioni che hanno portato tutti i sindacati maggiormente rappresentativi della scuola ad indire uno sciopero generale per lunedì 8 giugno. Speriamo – conclude la nota sindacale – che la politica cambi davvero passo e che cominci, una volta per tutte, ad ascoltare seriamente le ragioni della scuola e delle famiglie, abbandonando un’autoreferenzialità che crea solo confusione e disagio».