1. L’Umbria, insieme a Lombardia e Molise è tra le regioni che rischiano di più nella fotografia scattata al termine del lockdown: il rapporto sull’indice del contagio è stato stilato dall’Istituto Superiore di Sanitàce dal Ministero della Salute. I dati non mostrano nessun tipo di preoccupazione particolare “contesto che non desta particolare allerta” come testualmente recita il rapporto, seppur questo è un momento delicato e non si dovrebbe abbassare la guardia. Di seguito riportiamo due brevi estratti. – In Umbria, la classificazione settimanale è passata da bassa a moderata (probabilità moderata/alta di aumento di trasmissione ed un basso impatto sui servizi assistenziali) per un aumento nel numero di casi ed un Rt >1 seppur in un contesto ancora con una ridotta numerosità di casi segnalati e che pertanto non desta una particolare allerta.
    1. Una classificazione bassa relativa alla valutazione dell’aumento di trasmissione ed attuale impatto di COVID-19 sui servizi assistenziali nella maggior parte delle Regioni è attesa, considerando che riflette la situazione epidemica di circa 2-3 settimane fa (quando i casi segnalati nella settimana 4-10 maggio 2020 si sono infettati), e quindi nella fase conclusiva di un periodo prolungato di “lock- down”.Si segnalano situazioni di gestione complessa in alcune Regioni ad alta incidenza, che presentano contesti con una situazione epidemiologica molto ma al momento controllata. Nella settimana 4-10 maggio 2020, la Regione Molise è passata da una classificazione bassa a moderata a causa di un focolaio di trasmissione identificato sul territorio e attualmente in fase di controllo, senza segnali di sovraccarico delle strutture assistenziali. La regione Umbria ha anche presentato segnali, meno preoccupanti, di aumento dei casi di infezione in un contesto a bassa incidenza.a questo link il rapporto completo CABINA_REGIA_Italia_ 16 maggio_MOD