“Anche i dati di oggi, relativi all’andamento in Umbria dell’epidemia da COVID-19, sono estremamente confortanti, ma non per questo dobbiamo adagiarci nel rispettare tutte le norme di distanziamento sociale e di utilizzo dei dispositivi di protezione individuale. L’Umbria, insomma, sta già affrontando la ‘fase 2’ forte di una condizione di grande contenimento della malattia”. È quanto affermato dall’assessore regionale alla sanità, Luca Coletto, nel corso della conferenza stampa di questa mattina, cui hanno partecipato anche il direttore regionale della sanità, Claudio Dario, ed il direttore del Servizio immunotrasfusionale dell’Azienda ospedaliera di Perugia, Mauro Marchesi.

“Il positivo andamento in Umbria dei dati riguardanti l’emergenza COVID-19 – ha proseguito Coletto – ci fa guardare al futuro con maggior fiducia, e il nostro strettissimo sistema di monitoraggio territoriale è in grado di metterci nelle condizioni di intervenire immediatamente, e con efficacia, nel caso in cui venissero individuati eventuali ‘focolai’. Si tratta di buoni risultati che abbiamo potuto conseguire innanzitutto per il grandissimo senso di responsabilità degli umbri e per l’altrettanto importante e scrupoloso lavoro di tutti gli addetti del nostro servizio sanitario, sia ospedaliero che territoriale”.

Secondo l’assessore Coletto, proprio a fronte di questi buoni dati, “l’Umbria potrebbe anticipare alcune riaperture, pur mantenendo sempre alta la soglia di rispetto delle norme anti contagio. Per questo continueremo a chiedere che il Governo accolga le richieste in tal senso formalizzate dalla presidente della Regione, Donatella Tesei, alla Conferenza Stato-Regioni”.

Rispondendo poi alle domande dei giornalisti, l’assessore Coletto ha annunciato che è in via di definizione una ordinanza della presidente Tesei che renderà obbligatoria, da parte dei cittadini che faranno o hanno già fatto ingresso nel territorio umbro, la comunicazione dei loro dati (nome, cognome, indirizzo e recapito telefonico) alle strutture di prevenzione delle Aziende sanitarie. Dati che dovranno essere comunicati, come già ora, ai seguenti indirizzi di posta elettronica: prevenzione@uslumbria1.it (per tutti i Comuni dei distretti Altotevere Alto Chiascio, Trasimeno, Perugino, Assisano e Media Valle del Tevere) e prevenzione@uslumbria2.it (per tutti i Comuni dei distretti Terni, Foligno, Spoleto, Narni-Amelia e Valnerina).

Il direttore regionale alla sanità Dario ha quindi illustrato nel dettaglio l’andamento epidemiologico che mostra in Umbria una curva dei contagi in forte e continua discesa, ed ha però ammonito sulla necessità di proseguire nella strategia di contenimento della propagazione dell’infezione prodotta dal Covid-19.

Dario ha quindi ribadito che uno dei fattori decisivi per conseguire tale contenimento è proprio quello della tracciatura dei contatti, accanto alla realizzazione dei test. Per ciò che riguarda lo specifico aspetto del “tracciamento”, la Direzione sanità della Regione aveva già emesso nei giorni scorsi una comunicazione con la quale si invitavano i cittadini rientrati o che rientreranno in Umbria a dare comunicazione alle strutture sanitarie. Invito che presto potrebbe tradursi in obbligo, sulla base dell’ordinanza annunciata dall’assessore Coletto. I cittadini che faranno tale comunicazione verranno richiamati, entro le 24 ore dalla comunicazione, dal personale del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica del proprio Distretto che provvederà, se opportuno, a offrire sia il test sierologico che il tampone molecolare, dandone comunicazione tempestiva al Medico di Medicina Generale. Il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica si farà carico, una volta ottenuto il referto, di gestire il restante percorso, compresa l’adozione di eventuali misure contumaciali qualora necessarie.

Nella giornata di ieri, nel frattempo, il Comitato etico regionale ha approvato il protocollo “TSUNAMI” che prevede la possibilità di verificare l’efficacia della terapia con plasma da donatori convalescenti COVID-19, su pazienti affetti dalla stessa patologia con polmonite grave.

“Si tratta di una sperimentazione – ha spiegato il dottor Marchesi – che vede in prima linea a livello nazionale ed internazionale proprio la sanità umbra, ed in particolare il Centro di Malattie infettive ed il Centro regionale Sangue dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, che hanno aderito al protocollo multicentrico promosso dall’Azienda Ospedaliero- Universitaria di Pisa. Grazie al via libera del Comitato etico, ed all’arrivo del macchinario Intercept per la ‘inattivazione virale’, indispensabile per la realizzazione della sperimentazione, già a partire dalla prossima settimana potremo avviare la selezione dei pazienti volontari per la donazione del plasma”.

Infine, nel corso della conferenza stampa è stato presentato un video, realizzato su iniziativa dell’Assessorato alla Salute e alle Politiche Sociali, come segno di concreto ringraziamento per tutti gli operatori sanitari, le forze dell’ordine, i volontari e tutti le categorie di lavoratori che si sono spesi in Umbria nella prima fase dell’emergenza.