Sono oltre 100 gli acquisti di stupefacenti riscontrati, 70 gli episodi di spaccio contestati e dieci gli episodi tra estorsione, lesioni e aggressioni accertati dalla squadra Mobile di Terni nell’ambito dell’operazione antidroga White Bridge che, stamani, ha portato all’esecuzione, su richiesta della procura di Terni, di 16  misure cautelari emesse dal gip.

Dieci gli arresti in carcere, tre ai domiciliari, due gli obblighi di dimora, oltre ad un divieto di residenza in altra località emessi nei confronti di italiani, marocchini e tunisini (tra cui tre donne) di età compresa tra i 19 e i 49 anni. L’ indagine – coordinata dal pm Camilla Coraggio – è partita ad agosto 2019 e si è conclusa nel gennaio scorso.

Sequestrato, oltre a cocaina, hascisc e marijuana, anche mezzo chilo di droga sintetica, composta da un mix di anfetamine e caffeina, sostanza ‘inedita’ per il mercato locale.

Il gruppo, che aveva come base di spaccio in particolare il quartiere di Borgo Rivo e si è poi ramificato in altre zone della città, per il recupero dei crediti vantati nei confronti dei clienti avrebbe utilizzato – ha detto stamani il procuratore capo di Terni, Alberto Liguori – metodi di “stampo mafioso”, attraverso condotte intimidatorie, atti di vandalismo e aggressioni anche fisiche, fino a vere e proprie confische di beni.

Anche un minorenne sarebbe coinvolto nell’operazione antidroga della squadra Mobile di Terni denominata ‘White bridge’, che ha portato a 16 misure cautelari.

Nel corso delle indagini, gli agenti hanno scoperto che in varie occasioni ad occuparsi delle consegne dello stupefacente era il figlio minore di uno degli arrestati stranieri, di origine marocchina. Il ragazzino – secondo la polizia – su indicazione del padre, cedeva la sostanza, in questo caso in particolare eroina, fuori dalla propria abitazione di Collestatte.

Oltre ai due eseguiti a Cecina (Livorno), uno degli arresti è stato infine eseguito a Sant’ Angelo Lodigiano (Lodi), località vicina al primo focolaio di Covid-19, in cui si era trasferito da qualche mese uno dei presunti spacciatori, un italiano di 25 anni, rimastovi bloccato a causa del lockdown. Si tratta dell’uomo che, attraverso il primo sequestro, aveva dato l’imput all’intera operazione.

E’ intanto risultato composto da anfetamine e caffeina, utilizzata quest’ultima in elevata quantità come sostanza da taglio, l’oltre mezzo chilo circa di droga sintetica sequestrata dalla squadra Mobile.

Si tratta – spiegano dalla questura – del primo sequestro di questo genere in città, eseguito all’interno di un vano contatori di uno stabile di zona Borgo Rivo, a Terni, in cui risiedeva quello che è considerato il capo del gruppo dedito allo spaccio, un ventinovenne nato in Tunisia ma da anni nella città umbra, legato agli ambienti ultras della tifoseria della Ternana.

La sostanza sequestrata, in polvere e di colore rosa, è molto simile per composizione alla ‘Yaba’, una potente miscela che induce nel consumatore un forte stato di euforia.