Mascherine in volto, niente bacio al momento del sì e scambio degli anelli rigorosamente a distanza di sicurezza: matrimonio in tempo di Covid-19, ad Orvieto, dove sono convolati a nozze, in Comune, il direttore del pronto soccorso dell’ospedale, Cesare Magistrato, e la sua compagna, Cristina Reali. In sala solo i due sposi, la sindaca Roberta Tardani – che ha officiato la cerimonia – e i due testimoni.

“Un’emozione unica, ma anche un segnale di ripartenza” spiega all’ANSA il neosposo, reduce da settimane di duro lavoro. Proprio per questo, dopo sei anni d’amore, con il matrimonio con la compagna, di professione bancaria, il dottor Magistrato ha voluto lanciare un messaggio di speranza. “Avevamo già fissato questa data a fine gennaio – racconta il primario – e preparato tutto, di comune accordo non abbiamo voluto rinunciarci. Dispiace che non ci fossero con noi molte persone care, ma sarebbe stata comunque una cerimonia ristretta. Il pranzo lo rinvieremo ad emergenza finita”.

Rinviati anche il viaggio di nozze alle Seychelles – “saremmo dovuti partire domani, speriamo di poterlo fare a settembre” – e la distribuzione delle bomboniere a familiari e amici, Magistrato ha invece organizzato un piccolo rinfresco in reparto. “Negli ultimi due mesi i colleghi sono diventati per me una nuova famiglia – sottolinea – abbiamo trascorso insieme in ospedale giornate intere, visto che ad Orvieto abbiamo trattato parecchi casi di Covid”.

Il medico era al Santa Maria della Stella fino al tardo pomeriggio di ieri, ci sarà anche domani. “E mi hanno chiamato al telefono dal reparto pure mentre mi stavo sposando” racconta ridendo. Almeno oggi ha vissuto “una giornata diversa”, ma è pronto a rimettersi al lavoro. “La situazione sul fronte sanitario sta migliorando – conclude il primario – ma bisogna rimanere in allerta”.