Al via nello stabilimento Alcantara di Nera Montoro, a Narni, i test rapidi seriologici su circa 500 lavoratori del sito, tornato in attività una settimana fa. Un centinaio quelli che sono stati sottoposti alla prima giornata di screening, avviata di concerto con la Regione e con i sindacati.

Nell’area esterna all’ingresso dello stabilimento – spiega l’azienda – è stata allestita un’area di triage in cui i dipendenti vengono controllati all’ingresso o all’uscita dal turno di lavoro. Al lavoratore, che può rimanere all’interno della sua auto, viene misurata la temperatura con un termoscanner e dopo aver firmato l’adesione volontaria, il consenso e l’autocertificazione, viene effettuato il prelievo del sangue capillare da un dito. Dopo cinque minuti di attesa è disponibile il risultato, che viene confermato verbalmente al lavoratore.

Tutti i dati sono forniti all’Usl e serviranno per costruire la base di una indagine epidemiologica.

I test rapidi permettono di capire se il dipendente sia entrato in contatto con il virus, anche in precedenza, e abbia quindi sviluppato anticorpi contro di esso, anche nel caso sia asintomatico. Nei casi sospetti si prevede l’effettuazione del tampone.

“Oggi – spiega il ceo di Alcantara, Andrea Boragno – la nostra responsabilità sociale d’impresa è volta a garantire la salute dei lavoratori. Non è un problema di riapertura ma di continuità d’impresa. Alcantara – prosegue – ha una storica tradizione di impegno di responsabilità sociale di impresa”.

Lo screening verrà programmato con le stesse modalità anche nei prossimi giorni. Secondo Alcantara questa soluzione, che prevede controlli sanitari specifici continui, mette al riparo l’azienda da eventuali chiusure repentine dovute al rischio di contagio, costringendo la fabbrica ad un improvviso e costoso fermo. Inoltre potrebbe evitare l’insorgere di focolai anche fuori dalla fabbrica.