“A distanza di quasi quattro anni dal sisma lo scenario è avvilente, non soltanto per la mancata parziale rimozione delle macerie, per i consistenti danni subiti dal patrimonio storico-artistico, dagli immobili pubblici e da quelli di civile abitazione, nonché dall’apparato produttivo locale, ma anche per le ingrate condizioni di vita di chi è ancora alloggiato nelle soluzioni abitative in emergenza”: è quanto afferma la procuratrice regionale della Corte dei conti dell’Umbria, Rosa Francaviglia, nella relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario. Pubblicata sul web dopo il rinvio della cerimonia pubblica a causa del coronavirus.

Per il magistrato tra le concause che, allo stato, inibiscono la ricostruzione anche per danni lievi ci sono “l’assenza di limiti di concentrazione degli incarichi tecnici in capo ai professionisti e l’incertezza dell’ammontare del contributo”.

“Su 4.856 pratiche previste – spiega Francaviglia – ne risultano mancanti ben 3.363″.