Videoconferenza, oggi, a Terni, tra il Prefetto Emilio Dario Sensi ed i Segretari Generali di CGIL-CISL-UIL, Claudio Cipolla, Riccardo Marcelli e Gino Venturi, per aggiornare la situazione territoriale, come previsto dalla circolare Ministeriale, a garanzia dei lavoratori impegnati nei servizi essenziali e per conoscere il numero delle aziende che hanno fatto richiesta per poter proseguire le proprie attività lavorative in questa fase di emergenza sanitaria da coronavirus.

Dall’incontro è emerso che le aziende che hanno richiesto al Prefetto di poter lavorare in deroga al DPCM, in quanto strategiche e/o a ciclo continuo, sono risultate essere 3.

359, invece, quelle che hanno comunicato al Prefetto la prosecuzione delle attività in quanto collegate a servizi essenziali. L’insieme delle richieste viene analizzato quotidianamente dalla prefettura insieme a Camera di commercio e Guardia di Finanza, per verificarne la reale corrispondenza e il collegamento a servizi essenziali.

Dall’azione svolta si è potuto verificare che la maggioranza delle richieste è congrua alle attività svolte e soprattutto legata alle filiere dell’agroalimentare, del commercio e dei trasporti. Laddove è stata registrata un’incongruità si è invece proceduto allo stop delle stesse attività lavorative.

“Come organizzazioni sindacali – spiegano i segretari territoriali di Cgil, Cisl e Uil, Claudio Cipolla, Riccardo Marcelli e Gino Venturi – ritenendo importante l’azione di coordinamento e verifica fin qui svolta ai fini del contenimento del contagio, abbiamo ribadito la necessità di non abbassare la guardia rispetto a fenomeni che potrebbero verificarsi in questi giorni anche in ragione dell’andamento dei contagi.

Inoltre – aggiungono i rappresentanti delle OO.SS. – abbiamo ribadito la necessità di monitorare in modo più stringente le attività nei settori essenziali al fine di tutelare al massimo i lavoratori coinvolti, con particolare attenzione a chi consegna a domicilio, ai punti vendita, agli sportelli bancari e postali, alla sanità tutta, comprese le case di cura e chi vi opera, senza dimenticare farmacisti e operatori della raccolta rifiuti”. A giudizio di Cgil, Cisl e Uil, sarebbe anzi opportuno sottoporre i lavoratori di queste ultime categorie al tampone.

I sindacati ritengono l’incontro davvero “utile ad approfondire le criticità ancora presenti e soprattutto propedeutico ad un aggiornamento anche a fronte di eventuali e nuove disposizioni ministeriali, nella consapevolezza – concludono – che oggi più che mai serve un alto senso di responsabilità da parte di tutti”.