Una vicenda complessa quella che interessa l’appalto Cascata/Carsulae.

Le Organizzazioni Sindacali di categoria Filcams Cgil – Fp Cgil – Fisascat Cisl – Uiltucs Uil, esprimono preoccupazione per il futuro dei siti, di importanza strategica per lo sviluppo turistico del territorio ternano e per le lavoratrici e i lavoratori dell’appalto stesso.

La due siti, pensando a iniziative non calibrate esclusivamente nel periodo primavera/estate, che ha già un picco turistico naturale.

Tale impostazione non ha corrisposto ad azioni concrete che potevano rispondere all’idea di individuare un percorso di reale iniziativa volta alla destagionalizzazione, a partire dal calendario di apertura del parco della cascata che le OO.SS avevano chiesto di ampliare considerando che i dipendenti lavorano solo quando è aperta la cascata.

Se si fosse operato in tal senso – proseguono Filcams Cgil, Fp Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil – ci sarebbe stata una prima risposta che avrebbe consentito di guardare con maggiore serenità alle prospettive di sviluppo futuro nei siti di maggiore interesse turistico, unitamente a Piediluco e alle attività legate allo sport di ogni genere, del territorio di Terni.

Stesso ragionamento per Carsulae che nel bando è considerata attività opzionale (in assenza di clausola sociale, dal sindacato rivendicata come da codice degli appalti) e il cui orario di apertura viene ridotto.

Proprio per rispondere alle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori si è siglato un accordo con il principio del recupero delle professionalità espresse e maturate nel territorio.

In sintesi, con l’accordo si è fatta chiarezza, perché si rischiava una guerra tra poveri che è sempre la situazione in cui il sindacato viene tirato in ballo da una parte e dall’altra, senza trovare il giusto equilibrio in grado di garantire i lavoratori e la loro condizione economica.

Il sindacato opera per raggiungere risultati, attraverso la contrattazione e gli accordi che possano salvaguardare l’occupazione e i diritti, con la volontà di costruire un percorso condiviso.

Vale la pena ricordare – conclude la nota sindacale – che sul tema degli appalti le organizzazioni sindacali hanno chiesto, da sempre, un protocollo, meglio ancora una legge regionale, in grado di garantire la salvaguardia del lavoro in tutte le accezioni contemplate dai contratti e dalle normative vigenti.