Non accennano a calare gli accessi con codice rosa all’ospedale di Terni, dove il bilancio dei casi di violenza dichiarati o sospetti (ma non ufficialmente denunciati) rimane stabile: 91 nel 2017, 76 nel 2018 e 88 nei primi dieci mesi del 2019. A renderlo noto, alla vigilia del giornata contro la violenza sulle donne che si celebra lunedì, è il pronto soccorso del “Santa Maria”.

Il percorso di assistenza protetta dedicato alle donne vittime di violenza è attivo dall’aprile del 2016, quando grazie alla collaborazione con il Soroptimist club di Terni, è stata allestita all’interno del pronto soccorso una grande stanza interamente dedicata ai codici rosa, che inizialmente prevedeva la presenza delle volontarie del Centro antiviolenza di Terni Liberetutte.

“Oggi le volontarie del Cav – spiega il direttore del pronto soccorso, Giorgio Parisi – vengono attivate telefonicamente quando si presenta un codice rosa e abbiamo attualmente disponibili per i casi di violenza due stanze: un ambulatorio all’interno del blocco, che in casi particolari ci consente di dare una risposta adeguata anche dal punto di vista umano in un ambiente più protetto qualora le condizioni psicologiche o le risposte organizzative assumano carattere di particolare complessità”.

Inoltre è presente una stanza di osservazione, all’interno dell’Obi, isolata dalla restante utenza, che può diventare, come più volte avvenuto, una camera in cui la donna vittima di violenza, anche in condizione di anonimato, può ricevere un ‘alloggio’ temporaneo insieme ad eventuali figli.

Dal maggio scorso l’azienda ospedaliera di Terni è anche parte integrante della ‘Rete territoriale interistituzionale antiviolenza”.