Continuano a riservare sorprese gli scavi archeologici di Carsulae, proseguiti anche nel 2019 da parte dell’associazione Astra Onlus, su concessione ministeriale, grazie al finanziamento della Fondazione Carit.

Le ricerche hanno interessato principalmente l’area della piazza del Foro, dove sono stati riportati interamente alla luce i resti dell’edificio del capitolium, ovvero del tempio principale della città romana dedicato al culto della triade capitolina, Giove, Giunone e Minerva.

Dell’edificio si conservano il podio di circa 2 metri di altezza, parti di pavimentazione e alcune delle murature perimetrali, in parte già sottoposte a restauro. Sono poi proseguite le indagini della grande domus edificata in epoca augustea, che si estende su una superficie stimata in oltre 1.000 metri quadrati.

Complessivamente sono stati a tutt’oggi rinvenuti e documentati oltre 20 ambienti, quasi tutti pavimentati a mosaico, pertinenti sia al corpo principale dell’edificio, con destinazione più spiccatamente residenziale, sia ad una grande sala per banchetti di circa 140 metri quadrati.

Di interesse anche i numerosi reperti emersi nel corso degli scavi, come frammenti di intonaci dipinti e stucchi decorati che ornavano le pareti della casa, altri di statue parte verosimilmente di un ciclo raffigurante la famiglia imperiale, monete ed oggetti in bronzo, oltre a ceramiche.

Allo scavo hanno partecipato anche studenti della Monash University di Melbourne e del laboratorio di Restauro dell’Università della Tuscia.