Sarà una raccolta fondi a garantire la messa in sicurezza gli scavi della villa rustica romana di Poggio Gramignano. Lo annuncia l’amministrazione comunale di Lugnano in Teverina che ha avviato la sottoscrizione grazie agli strumenti offerti dal Mibac, in particolare l’Art Bonus che permette di raccogliere fondi per la tutela del patrimonio culturale italiano.

Il ricorso a quanto previsto dal ministero servirà, secondo il Comune, a tutelare l’area archeologica dove gli studi e le ricerche del prof. David Soren hanno individuato una importante necropoli costituita in gran parte da corpi di bambini, molto probabilmente uccisi prematuramente da un’epidemia di malaria.

Sono in tutto 52 gli scheletri di bambini, da 0 a 10 anni, ritrovati finora nell’area archeologica di Poggio Gramignano. Molte delle tombe conservano evidenti tracce di riti legati alla superstizione e alla necessità di allontanare il male attraverso riti.

A Poggio Gramignano le indagini degli archeologici di tre università statunitensi stanno proseguendo e in estate è stata conclusa una nuova campagna. “L’Art Bonus ha un doppio vantaggio – spiega l’amministrazione comunale – perché da un lato offre concrete possibilità di ottenere risorse e dall’altro crea un credito di imposto per i donatori”.