Monta la protesta nel carcere di Terni, dove ieri sono stati aggrediti due poliziotti penitenziari da altrettanti detenuti in distinti eventi critici. Per Fabrizio Bonino, segretario nazionale per l’Umbria del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, “sono gravi episodi, accaduti anche perché non sono stati raccolti i nostri allarmi dei giorni scorsi”.

E racconta quanto avvenuto nella Casa circondariale ternana, dove il 31 agosto scorso erano presenti ben 525 detenuti rispetto ai circa 400 posti letto regolamentari: “Nel primo pomeriggio di ieri si sono contate due aggressioni alla Polizia Penitenziaria nel carcere di Terni. Intorno alle 12.30 un detenuto marocchino del Reparto di Media sicurezza, trasferito da pochi giorni dal Carcere di Perugia Capanne per motivi di ordine e sicurezza, ha aggredito un Agente per futili motivi. Poi, verso le ore 15.00, un altro ristretto, italiano, detenuto per violenza sessuale ed aggressione, sempre della Sezione Media sicurezza, si è reso protagonista di un’altra aggressione ad un altro poliziotto, poi ricorso alle cure del Pronto soccorso. Ciliegina sulla torta, nella tarda serata, dopo una perquisizione straordinaria, in sette celle perquisite sono stati trovati 4 microtelefoni cellulari. Tutto ciò – sottolinea – è sintomatico della grave carenza di sicurezza dovuta sempre alla scarsa presenza di personale. Dal mese di giugno il penitenziario di Terni subisce passivamente assegnazioni “selvagge” di detenuti, con un picco dalla fine di luglio, che sembra non avere una fine. Con tutte le problematiche legate alla riduzione di Personale di Polizia Penitenziaria che, con tre provvedimenti normativi a partire dal 2001 per arrivare alla famigerata Legge Madia, hanno visto gli organici umbri e quello di Terni perdere pezzi, con il piano ferie ancora in atto e con tutti gli eventi critici accaduti in questa estate, è stato e continua ad essere difficile gestire tali afflussi di detenuti. Fino a quando la polizia penitenziaria deve subire queste aggressioni?”