“Costretti a viaggiare in piedi, ammassati agli altri viaggiatori e alle valigie, con il caldo asfissiante, perché la carrozza del treno nella quale si sarebbero dovuti trovare i nostri posti, regolarmente prenotati, non c’era”: la segnalazione del disagio arriva da Anna, una giovane di Terni che venerdì pomeriggio si è trovata a viaggiare sul Frecciabianca 8813 partito alle 13.35 da Milano Centrale, affollato di lavoratori, studenti e vacanzieri, anche anziani.

“Io, salita a Bologna e diretta a Pescara, sono riuscita a sedermi a Rimini – racconta – ad altri è andata peggio, solo ad Ancona, rimanendo anche per oltre due ore in piedi, in condizioni indescrivibili per un servizio regolarmente e profumatamente pagato. C’è anche chi avrebbe dovuto lavorare al pc, ma non ha potuto farlo. La cosa grave è che, stando a quanto ci è stato riferito, Trenitalia sembra che sapesse già dalla mattinata che la carrozza, la 8, non ci sarebbe stata, ma non ha preso alcun provvedimento, né ce lo ha comunicato”.

“Almeno è stata distribuita dell’acqua, ma non può accadere che manchi una carrozza su un treno con prenotazione obbligatoria”. Per i viaggiatori coinvolti, fatti sedere mano a mano che i posti si sono liberati, non rimane ora che presentare un reclamo per l’eventuale rimborso.