“E’ una grave e inaccettabile prevaricazione dei diritti”. Lo dicono i lavoratori del Sistema Museale Ternano, nello specifico quelli del sito archeologico di Carsulae, denunciando il mancato inserimento della clausola sociale nel nuovo bando di gestione del sito turistico. Una clausola – dicono – che garantirebbe la riassunzione dei dipendenti da parte dei nuovi gestori. L’assenza della clausola sociale – scrivono in una nota – è un fatto estremamente grave, che espone i lavoratori di Carsulae alla perdita del posto di lavoro. Non si capisce perché i lavoratori della Cascata delle Marmore debbano essere tutelati dalla clausola sociale, mentre il personale di Carsulae, peraltro composto da profili e formazione specifica nel settore, no.

“Da molti anni – spiegano in una nota – il nostro impegno è totale, sempre in condizioni di massimo ribasso economico nell’offerta dei servizi. Inoltre tutti noi abbiamo dei profili e una formazione specifica nel settore, la nostra squadra di lavoro è assortita di figure interdisciplinari che qualificano i servizi che si possono offrire in un parco archeologico, da archeologici, laureati nei bene culturali, antropologi culturali, psicologi, naturalisti, personale con una trentennale esperienza nel campo del sociale, del turismo, tutte figure che riescono a garantire standard alti di accoglienza, visite guidate, formazione e didattica alle scuole, ai turisti, ai bambini. Ci troviamo davanti l’ennesima scelta che va a penalizzare i lavoratori del comparto turistico già ampiamente vessati da bandi sbilanciati e poco equi. Nella nostra città troppo spesso si parla di turismo e cultura, ma oltre alle parole, i fatti ci dicono che ci sono disinvestimenti e disimpegni in questi settori”.

Per i prossimi giorni annunciano una mobilitazione, “per chiedere l’inserimento nel bando della clausola sociale di salvaguardia per tutti i lavoratori di Carsulae, così – concludono – da tutelare posti di lavoro, competenze ed esperienza acquisita in questi anni”.