“Da un primo esame della sentenza della Corte costituzionale sull’impugnazione da parte della Regione Umbria del Decreto Legge 113 del 2018, che come si ricorderà conteneva Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale, immigrazione e sicurezza pubblica, è giusto precisare che, diversamente da come è stato riportato da alcuni organi di stampa, l’esito del ricorso dell’Umbria appare assolutamente positivo”.

E’ quanto ha affermato l’assessore regionale Antonio Bartolini, aggiungendo – in un comunicato della Regione – che “bisogna rilevare come le disposizioni in materia di immigrazione non sono state pregiudicate nel merito e soprattutto il tema, di particolare rilievo, dei poteri prefettizi nei confronti degli enti locali, contenuto nell’art.28 del Decreto, sono state esaminate – a quanto può dirsi – nei termini presentati nel nostro ricorso. E le nostre tesi, così come sviluppate dal professor Massimo Luciani, sembrano essere state accolte dalla Corte costituzionale che in questo modo ha assestato un primo duro colpo al decreto, con la cancellazione dei poteri speciali ai prefetti, ovvero di un disegno che puntava a invadere le autonomie e le competenze degli enti locali, subordinandole di fatto al ministero dell’Interno”.

Secondo l’assessore, “è un risultato importante raggiunto grazie all’Umbria, unica Regione tra quelle che hanno presentato ricorso alla Corte, ad aver impugnato l’art. 28 del decreto legge e dunque – a quanto risulta – ad ottenere un risultato positivo nel giudizio. Ovviamente – ha concluso l’assessore Bartolini – un più articolato esame della questione dovrà essere rinviato al momento della pubblicazione della sentenza”.