Sono oltre 200 le persone che sabato scorso hanno avuto la possibilità di visitare uno dei rifugi antiaerei più significativi di Terni, quello di Palazzo Carrara, grazie all’iniziativa organizzata da Comune, Istituto per la storia dell’Umbria contemporanea e Gruppo grotte pipistrelli del Cai Terni che hanno così voluto ricordare il 75esimo anniversario della Liberazione della città dal nazifascismo.

Già lo scorso 22 marzo il rifugio era stato visitato dagli alunni di due quinte elementari della direzione didattica statale Giuseppe Mazzini e di tre seconde classi del Liceo artistico Orneore Metelli e proprio l’interesse da loro dimostrato per strutture come i rifugi antiaerei, per la loro storia, per il motivo per il quale vennero costruiti così numerosi a Terni e per come vennero utilizzati, ha indotto gli organizzatori a ripetere l’iniziativa.

Quello di Palazzo Carrara è un rifugio pubblico, cioè disponibile a tutti i cittadini che, in caso di attacco aereo, si trovavano per la pubblica via; a questa tipologia si aggiungono quelli collettivi, riservati ai dipendenti di enti pubblici e imprese private, e quelli scolastici. Se nel dicembre 1942 vengono censiti 61 rifugi pubblici capaci di ospitare 15.152 persone, nel maggio 1943, cioè solo qualche mese prima del tragico bombardamento dell’11 agosto, i rifugi pubblici sono 81 e la loro capienza è salita a 22.895 posti. Di questi rifugi pubblici solo 8 dispongono di bagni e 9 di acqua corrente, 53 sono provvisti di illuminazione elettrica e 67 sono anticrollo, solo 38 sono antibomba, cioè, secondo quanto previsto dalla normativa di legge, possono resistere all’esplosione di una bomba del peso di 50 chili lanciata da bassa quota. Purtroppo già nell’agosto 1943 i bombardieri alleati possono sganciare bombe da 250, 500 libbre.