Dal 13 maggio i docenti dell’ex conservatorio Briccialdi di Terni occuperanno, giorno e notte, l’istituto superiore di studi musicali. Ad annunciarlo in una conferenza stampa, sono state le rsu dopo che l’assemblea degli stessi docenti ha deliberato all’unanimità la mobilitazione.

Durante l’occupazione lezioni, esami, tesi, masterclass continueranno comunque ad essere garantiti ai circa 300 studenti e l’attività didattica e concertistica sarà ampliata con altre iniziative.

“L’avvio della procedura di statalizzazione dell’istituto da parte del Miur è imminente – hanno detto Fabio Ciofini e Marco Lena, delle rsu, spiegando le ragioni della protesta – il tempo è poco e serve un’accelerazione da parte delle istituzioni coinvolte. Ci sono dei lati mai chiariti, soprattutto per quanto riguarda la posizione debitoria, vorremmo conoscere la reale situazione ed essere coinvolti nelle scelte”.

L’ultimo stipendio percepito dai circa 40 docenti del Briccialdi risale a dicembre, ma a preoccuparli maggiormente – è stato aggiunto – è il fatto che se il processo di statalizzazione, che sarà valutato da una commissione ministeriale, non dovesse andare a buon fine, “l’istituto non potrà più reggere sulle sole forze che in questi anni hanno garantito gli enti locali, in particolare il Comune”.

Il pericolo – per i sindacati – è dunque che “Terni possa perdere un istituto di alto valore culturale nel quale ha investito tante energie e tante risorse per molti anni”.

Al Comune le rsu chiedono di mantenere il contributo economico stanziato durante la convenzione (700 mila euro annuali), ad oggi dimezzato, almeno fino ad obiettivo raggiunto, al Miur viene invece fatto appello ad erogare il fondo speciale 2018 per gli istituti in difficoltà, “già stanziato ma non pervenuto”, oltre a quello 2019. “Inoltre riteniamo che la Regione – hanno concluso le rsu – non debba chiamarsi fuori proprio in questo momento e debba garantire almeno per il 2019/2020 un ulteriore contributo”.