“Non c’è stato alcun accordo per favorire nessun candidato”: Maria Cristina Conte, responsabile dell’ufficio personale dell’Azienda ospedaliera di Perugia si è difesa così nell’interrogatorio di garanzia davanti al gip di Perugia che l’ha sospesa dai pubblici uffici nell’ambito dell’indagine sui concorsi ‘pilotati’ all’ospedale di Perugia. Lo ha riferito al termine il suo difensore, l’avvocato Luciano Ghirga.

“Alla mia assistita – ha spiegato il legale – vengono contestate presunte irregolarità in merito a un concorso riservato alle categorie protette e ad un altro da biologo.

Tracce consegnate in anticipo? No, parlava degli eventuali argomenti che potevano essere affrontati durante i test. Nel secondo caso – ha spiegato Ghirga – fu proprio la mia assistita a sollevare l’incompatibilità di un componente della commissione con trascorsi nel sindacato”.

Si sono invece avvalsi della facoltà di non rispondere nell’interrogatorio di garanzia anche altri due dirigenti dell’ospedale di Perugia sospesi dal servizio, Roberto Ambrogi e Antonio Tamagnini.

Domani saranno sentiti dal gip, sempre per l’interrogatorio di garanzia, l’ex assessore regionale alla Sanità Luca Barberini, l’ex segretario regionale del Pd Gianpiero Bocci e il direttore amministrativo Maurizio Valorosi. Tutti agli arresti domiciliari come l’ex direttore generale Emilio Duca.