Il segretario del Pd dell’Umbria Gianpiero Bocci e l’assessore regionale alla Salute e coesione sociale Luca Barberini sono stati arrestati dalla Gdf nell’ambito dell’indagine della procura di Perugia su alcune irregolarità che sarebbero state commesse in un concorso per assunzioni in ambito sanitario. Nei confronti dei due sono stati disposti i domiciliari.

Stesso provvedimento per il direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Perugia, Emilio Duca e per il direttore amministrativo della stessa azienda.

Secondo quanto si è appreso l’inchiesta delle Fiamme Gialle, si incentrerebbe su una decina di concorsi per l’assunzione di una una trentina tra medici, infermieri e personale ausiliario dell’ospedale di Perugia. I politici coinvolti – in base all’ipotesi d’accusa – avrebbero segnalato le persone da assumere ai vertici dell’azienda ospedaliera. I candidati individuati – ritengono gli inquirenti -sarebbero stati così messi nelle condizioni di vincere i concorsi.

L’inchiesta coinvolge anche la Presidente della regione Umbria Catiuscia Marini. “Quest’oggi – ha infatti reso noto lei stessa – mi è stata notificata dalla procura della Repubblica di Perugia una richiesta di acquisizione di atti nell’ambito di una indagine preliminare relativa a procedure concorsuali in capo ad una Azienda sanitaria umbra. Ho offerto la mia massima collaborazione personale e istituzionale – ha sottolineato la Marini – all’attività dei rappresentanti dell’autorità giudiziaria. Sono assolutamente tranquilla e fiduciosa nell’operato della magistratura, nella certezza della mia totale estraneità ai fatti e ai reati oggetto di indagine”.

L’assessore regionale alla Sanità Luca Barberini, finito agli arresti domiciliari, per l’indagine della procura di Perugia su alcuni concorsi per assunzioni all’ospedale “è sereno e si dichiara assolutamente estraneo ai fatti contestati”. Lo ha sottolineato il suo difensore, l’avvocato David Brunelli, annunciando l’autosospensione dal Pd del suo assistito e la decisione di dimettersi dall’incarico.

“Barberini – ha sottolineato il legale – ha la massima fiducia nell’operato della magistratura, che saprà accertare la sua estraneità alla vicenda. Si è autosospeso dal Partito democratico e si dimetterà dall’incarico di assessore regionale proprio per permettere di fare la massima chiarezza e non intralciare in alcun modo l’attività di indagine. Un atto di responsabilità, rispetto al suo mandato di amministratore pubblico – ha concluso l’avvocato Brunelli – che ha sempre svolto con onestà e rigore”.