“Sono quattro anni che continuano ad ammazzare mio fratello, avrei preferito che ci avessero riconosciuto una cifra pari a zero, avrebbero fatto più bella figura. Non è una questione economica, perché i soldi andranno tutti in beneficenza, vorrei solo mettere la parola fine. Ma non così”.

Diego Raggi, il fratello di David, ucciso nella notte tra il 12 e il 13 marzo 2015 da un marocchino ubriaco fuori da un locale del centro di Terni, commenta con queste parole la sentenza del tribunale civile di Roma che ha riconosciuto un indennizzo complessivo di 21.600 euro nei confronti della sua famiglia per la mancata espulsione e carcerazione di Amine Aassoul, poi condannato a 30 anni per l’omicidio.

“Se sapevano che Aassoul era domiciliato dalla madre perché hanno aspettato che ammazzasse mio fratello prima di andarlo a prendere? Potevano prenderlo subito, non avrei pianto David” continua Diego Raggi. “Noi comunque andremo avanti – aggiunge – non ci fermiamo. Devono fare chiarezza, non ci possono liquidare così”.

La sentenza arriva in occasione del quarto anniversario della morte del giovane, che ricorre domani. Come ogni anno il 27enne verrà ricordato con una messa.