Sono in corso verifiche da parte della digos su eventuali immagini riprese dai sistemi di videosorveglianza della zona utili a risalire agli autori della scritta minatoria nei confronti del sindaco di Terni Leonardo Latini, comparsa su un muro della biblioteca comunale, nel centro città.

Intanto è unanime la condanna del gesto, anche da parte delle opposizioni a palazzo Spada.

“La violenza va sempre condannata con fermezza. Mi auguro presto vengano individuati i responsabili” commenta su Facebook il capogruppo del Pd in consiglio, Francesco Filipponi.

“Il gruppo consiliare del M5S – si legge in un post dei consiglieri – non può che esprimere solidarietà verso il sindaco Leonardo Latini senza se e senza ma, senza alcuna giustificazione possibile”.

Alessandro Gentiletti di Senso civico, anche lui all’opposizione, annuncia che parlerà con gli uffici comunali per cancellare lui stesso, “insieme ad altre amiche e amici”, la scritta. A suo avviso questa “tradisce lo spirito della piazza” di ieri pomeriggio, quando l’Anpi ed altre associazioni, sindacati e partiti cittadini (compreso il consigliere di Senso civico) si sono ritrovati a poca distanza dalla biblioteca per manifestare la loro contrarietà alla concessione della sala consiliare, da parte del Comune, ad un’ iniziativa di CasaPound.

Anche per l’Associazione nazionale partigiani – in base a quanto si legge in una nota – “le scritte sui muri, comparse improvvisamente nella giornata di ieri, sono in contrasto palese con quanto l’Anpi e le associazioni promotrici hanno voluto affermare con la manifestazione”.