Verrà sottoposta a perizia psichiatrica per valutare la capacità di intendere e volere al momento del fatto, la ventottenne di Terni accusata di avere partorito in casa e poi abbandonato il figlio appena nato, morto dopo qualche ora, nei pressi in un supermercato della prima periferia della città, il 2 agosto dello scorso anno. E’ quanto ha stabilito il gup nella prima udienza del processo a suo carico, che si svolgerà con il rito abbreviato.

La donna – accusata di omicidio volontario aggravato e attualmente detenuta – era presente in aula. Il giudice dopo avere accolto la richiesta dei difensori, gli avvocati Alessio Pressi e Attilio Biancifiori, di rito abbreviato condizionato alla perizia psichiatrica, ha nominato come consulente il dottor Massimo Di Genio dell’ospedale San Filippo Neri di Roma. Il conferimento dell’incarico avverrà nell’udienza del 4 marzo.

E’ stata anche ammessa la costituzione di parte civile del compagno della donna e padre dell’altra figlia della coppia, di due anni. L’uomo – anche lui oggi in aula e assistito dall’avvocato Luca Leonardi – ha chiesto a nome della piccola un risarcimento danni, “a titolo simbolico”, di un milione di euro.