Deve essere evidente a tutti che la scelta fatta dall’amministrazione comunale con la delibera di Giunta n. 27 del 28 agosto porterà, in un prossimo futuro, alla chiusura dei Servizi Educativi Comunali.
Se con la passata giunta la perdita di un servizio pubblico così importante sembrava essere una minaccia, con la giunta attuale è divenuta una certezza, espressa in modo inequivocabile nell’atto amministrativo che citiamo. Ovvio, non sfugge ad alcuno il problema determinato dalla condizione di dissesto e delle esigue risorse finanziarie a disposizione, ma da una classe politica che si presentava come portatrice del cambiamento tanto agognato dalla città, agire ora in perfetta continuità con il vecchio sistema, dimostra quanto sia facile rivendicare immediate soluzioni ai problemi dei servizi quando si è sui banchi dell’opposizione, ed invece quanto sia difficile smarcarsi dalla banalità di dover percorrere le stesse scelte che prima si avversavano. La protesta del Cosec dopo la chiusura del nido “Cucciolo” di Campitello
Lo si percepisce in molte delle prime decisioni assunte da questa Giunta, che fino a qualche mese fa si scagliava contro quelli che oggi sembrano essere diventati provvedimenti irrinunciabili. Ora, a parte le responsabilità politiche e gestionali che hanno condotto a questa situazione note a tutti, seguita a colpire la metodologia con la quale l’A.C assume decisioni così importanti attraverso la quale evita, non solo qualsiasi tipo di confronto con le parti sociali, ma affida addirittura la comunicazione alle indiscrezioni di stampa, evidenziando un sistema di gestione delle relazioni opaco ed una pervicacia volontà di non rendere edotta la cittadinanza su quanto avviene. Noi pensiamo che si stia effettuando un grande errore di valutazione politica circa il diritto all’informazione, partecipazione e condivisione delle scelte con i cittadini-utenti e con le rappresentanze sindacali del Comune, stante le significative ricadute che le stesse determinano a danno anche dei lavoratori per i quali non solo viene messa in discussione la condizione ambientale o logistica del proprio lavoro, ma anche la stessa possibilità occupazionale, da oltre un decennio garantita con elevata e comprovata professionalità presso i servizi educativi comunali. Convocare un incontro con le parti sociali e con le associazioni dei cittadini per informare della situazione di servizi fondamentali quali sono i SEC, dovrebbe essere la stella polare di qualsiasi amministrazione che voglia basare le proprie azioni sui valori della democrazia e sul vero significato di comunità. Si stanno invece assumendo decisioni sulla razionalizzazione (tagli) dei SEC, che peseranno come macigni sulle famiglie, sulle donne lavoratrici in particolare, le quali rischiano di poter usufruire dei servizi essenziali solo se riusciranno a sopportarne il crescente costo economico, che inevitabilmente scaturirà dal sempre più ampio terreno lasciato in mano ai privati nella gestione di questi servizi strategici. Per questo, e per poter meglio entrare nel dettaglio di un processo di riorganizzazione che sta per disegnare uno scenario nel quale l’azzeramento dei SEC ne rappresenta la “spada di Damocle”, chiederemo un incontro urgente all’amministrazione.
È nostro diritto e dovere, comprendere e verificare l’ineluttabilità di tali scelte ma, soprattutto, crediamo sia un diritto per le donne e per tutte le famiglie, che vengono sempre più lasciate sole.