La nave Diciotti della Guardia Costiera italiana che per 5 giorni è stata ormeggiata davanti al porto di Pozzallo, ora si è spostata a Catania e non può ancora sbarcare i 177 esseri umani presenti a bordo per ordine del ministero degli Interni (o per lo meno di questo si vanta il Ministro della Mala Vita).
La legge prevede che un soggetto possa rimanere nella disponibilità della polizia giudiziaria (tale è la guardia costiera) per un termine massimo di 48 ore. Trascorso questo tempo, senza la convalida di un giudice, siamo al cospetto di un sequestro di persona. È vero o no, quanto affermo, Procuratore della Repubblica di Catania, dottor Carmelo Zuccaro? lo chiedo a lei perché, almeno questa volta, è competente a procedere. Se questa situazione fosse effettivamente dovuta ad atti formali del ministero degli Interni (mi permetto di suggerirle di approfondire con attenzione questa circostanza), si saprebbe già sin da ora chi è il mandante di questo sequestro di persona “di Stato”. Ma se nessuno procede, ci troveremo al cospetto di una grave omissione di atti di ufficio che, ledendo il principio di separazione tra i poteri dello Stato, mette l’Italia al di fuori della civiltà giuridica.

P.s. Qualche settimana fa fui dileggiato da un giornalista per avere affermato che l’azione del governo è ispirata alla palese violazione della Costituzione, peraltro proprio con riguardo alla inviolabilità della libertà personale. Caro Antonio Polito, adesso le basta? Cosa farà ora, si incatenerà per protesta davanti al ministero degli Interni? Ci scriverà un articolo con il quale si scuserà con i suoi lettori per non aver capito nulla (nella migliore delle ipotesi) di quanto stava e sta accadendo? O – cosa massimamente auspicabile – finalmente si deciderà a leggere la Costituzione?