Aveva circa sei mesi ed era una cagnolina tutta bianca di taglia piccola. Alcuni cittadini l’avevano segnalata in fin di vita ai bordi di una strada in località Scorciatina, provincia di Vibo Valentia, i volontari locali erano subito accorsi sul posto. Vedendo che la piccola era ancora viva, hanno allertato le istituzioni aspettandosi un intervento celere da parte della ASP che però non è arrivato.
Vista la mancata tempestività del veterinario reperibile, ho detto ai volontari di farla portare a Soverato per farla ricoverare nella nostra clinica di riferimento”, racconta Serena Voci – Vice Presidente nazionale di LNDC e Presidente della Sezione di Soverato. “I medici hanno fatto tutto il possibile ma la piccola era in coma per il violento trauma cranico che aveva subito. Tutti i tentativi di curarla sono stati vani e Primula, così ho voluto battezzarla anche se in fin di vita, purtroppo ci ha lasciato dopo poche ore di ricovero. Oltre alle bastonate, la cucciola era anche in uno stato sanitario terribile, denutrita e completamente infestata da parassiti.”
Il Comune di Serra S. Bruno è tristemente famoso per i numerosi avvelenamenti di cani, in alcuni casi salvati in extremis da noi”, ricorda Serena Voci. “Ora si aggiunge anche questa inaudita violenza contro una cucciola indifesa. Primula, tra l’altro, aveva ancora sul collo i segni di un collare o di una catena, il che fa pensare che fosse di qualcuno che evidentemente non la meritava. È ora che l’amministrazione comunale prenda posizione contro tutta questa crudeltà e attui dei controlli efficaci sui cani di proprietà che vengono lasciati vagare, ma soprattutto che indaghi seriamente su chi commette questi crimini efferati.”
Non potrò mai abituarmi a tanta violenza”, commenta affranta Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Ovviamente sporgeremo denuncia contro ignoti e chiediamo la collaborazione di tutti i residenti del posto affinché ci aiutino a risalire al responsabile di tale crudeltà. Certe persone vanno assolutamente fermate perché non mostrano il minimo rispetto per la vita e sono un pericolo pubblico.”