Una morte orribile per diversi cani, avvenuto nella provincia di Siracusa, legati a degli alberi mentre l’incendio divampava senza che loro avessero alcuna via di scampo. Il fuoco si sarebbe propagato da un terreno adiacente e avrebbe raggiunto in fretta il terreno dove si trovavano i poveri animali detenuti a catena in condizioni di degrado. Secondo le prime informazioni, quei cani non avrebbero dovuto nemmeno trovarsi lì perché era stato disposto un sequestro che a quanto pare non sarebbe mai stato eseguito.

Le notizie che arrivano dall sud Italia ultimamente sono sempre più agghiaccianti e preoccupanti”, afferma sconsolata Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Dopo la cagnolina Mia buttata in mare con una pietra al collo, questa ennesima barbarie non può e non deve restare impunita. Siamo pronti a indagare a fondo sul perché dell’incendio e sulle condizioni di detenzione di quei poveri cani che non hanno avuto nessuna possibilità di salvarsi. Se le informazioni che abbiamo avuto sono veritiere, ci sono molti soggetti coinvolti oltre al proprietario e non esiteremo a sporgere denuncia verso chiunque abbia avuto una qualsiasi forma di responsabilità per la morte di questi animali, a partire dalle istituzioni.”

Non si può più assistere inermi a queste palesi manifestazioni di crudeltà, incuria e indifferenza per la vita altrui. Mi auguro che le intenzioni espresse dai Ministri Costa e Bonafede sull’inasprimento delle pene per i reati contro gli animali si concretizzino al più presto. Nel frattempo, è necessario procedere senza esitazione nei confronti di chi aveva la possibilità di evitare questa tragedia e non l’ha fatto”, conclude Rosati