“Gli shop di canapa che stanno aprendo ci preoccupano molto perché è come se venisse detto ai ragazzi la cannabis non fa male. La vendita di quella light rischia di incentivare l’uso tra i giovani che si sentono legittimati a farne uso, in quanto legale, e questo non va bene”: a dirlo è la responsabile dell’equipe multidisciplinare della Comunità Incontro di Amelia, la psicoterapeuta Tania Fontanella. Critica nei confronti dei punti vendita di questi prodotti a base di cannabis, che si stanno diffondendo anche in Umbria.

“Alla Comunità Incontro – spiega – arrivano minorenni in astinenza psicologica. Non esistono droghe leggere e tutte incidono negativamente nell’area cerebrale della gratificazione. E’ diventata quasi una moda tra i giovani quella di uscire il fine settimana per sballarsi. In che modo? Fumando uno spinello o sniffando o bevendo. Un atteggiamento sbagliato che non porta da nessuna parte, ma che fa riflettere”.