Agenti della Squadra Mobile e del Commissariato Vescovio, hanno dato esecuzione a un provvedimento restrittivo della libertà personale emesso dal Gip del Tribunale di Roma su richiesta dei magistrati del gruppo rapine della locale Procura della Repubblica a carico di:

H.A., custodia cautelare in carcere;

B.A., custodia cautelare agli arresti domiciliari;

R.E., custodia cautelare agli arresti domiciliari;

L.O.C.R., custodia cautelare agli arresti domiciliari

è stata inoltre notificato l’avviso di conclusione indagini preliminari e l’avviso di garanzia emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni a carico di altri sei soggetti, tutti minorenni.

L’indagine, che ha consentito di individuare tutti e 10 i componenti della GANG è partita grazie alle denunce di ragazzini che, accompagnati dai genitori, sono riusciti a raccontare i soprusi subiti; si è accertato che il gruppo operava nella zona quasi esclusivamente per il gusto di predominare sugli altri, per segnare il territorio e rapinare “paghette settimanali”, oggetti di valore e capi di abbigliamento firmati, che non esitava a esibire sui social come trofei per l’impresa compiuta.

Le vittime, vessate in continuazione, per paura di incontrare nuovamente i componenti della gang, limitavano le loro uscite o comunque cambiavano le loro abitudini, fino ad arrivare al punto di non indossare un capo di abbigliamento costoso, avendo il terrore di essere rapinati.

Gli investigatori, con pazienza e tenacia, analizzando gli episodi denunciati, le caratteristiche fisiche degli aggressori, il modus operandi e analizzando i social network, hanno individuato tutti i componenti del gruppo.

La modalità d’azione di quella che può essere considerata una vera e propria “gang” si manifestava con la commissione di attività delittuose caratterizzate da metodi violenti, reiterati nel tempo e con modus operandiunivoco e costante, condiviso da tutti gli appartenenti al gruppo.