Un piano di evasione preciso, da attuare grazie a un filo diamantato (chiamato capello d’angelo), che avrebbe dovuto essere introdotto in carcere da un familiare: c’e’ anche questo nell’ordinanza di custodia cautelare che questa mattina ha fatto finire in carcere dodici presunti affiliati al clan Campana della Sacra Corona Unita. Il presunto capo del sodalizio – secondo la Dda di Lecce – sarebbe Antonio Campana, fratello del boss Francesco. Campana era detenuto nel carcere di Terni e da li avrebbe impartito ordini agli affiliati. Il piano di evasione scoperto dalla polizia, prevedeva che il detenuto entrasse a far parte di una compagnia teatrale creata in carcere e approfittasse di uno spettacolo per lasciare la struttura. Per segare sbarre e aprire chiavistelli, l’uomo aveva previsto di usare un filo diamantato, che un familiare avrebbe introdotto nel penitenziario nascondendolo nella cintura. Proprio in considerazione di tali evidenze, in concomitanza con l’esecuzione delle ordinanze cautelari e delle perquisizioni, sono stati effettuati controlli in carcere.