C’era una grande folla, questa mattina, presso la Chiesa di San Giovanni Bosco di Campomaggiore, a Terni, a rendere l’estremo saluto a Gianluca Menichino, il 35enne operaio dell’Ast morto il 9 gennaio a sei mesi di distanza dall’incidente sul lavoro avvenuto all’interno dell’area a freddo dell’acciaieria. Il feretro dell’operaio, sul quale era stato posizionato il suo caschetto blu da lavoro, è stato accompagnato in chiesa, oltre che dai genitori Elena e Gianni, dalla sorella Giulia, da parenti e amici, ma anche da numerosi colleghi, oggi in sciopero in segno di solidarietà. Ad accogliere la bara anche numerose autorità, il prefetto di Terni Paolo De Biagi, il questore Antonino Messineo, il sindaco Leopoldo Di Girolamo, la vicepresidente della Camera Marina Sereni, il senatore Gianluca Rossi, oltre al il capo del personale dell’Ast Luca Villa e quello delle relazioni esterne, Tullio Camiglieri.

A presiedere la cerimonia religiosa, il vescovo diocesano padre Giuseppe Piemontese, che ha sottolineato come siano davvero troppi gli incidenti sul lavoro. “Una enormità – ha detto il presule – gli oltre mille morti sul lavoro nel 2017 in Italia”. Per il Vescovo di Terni “non si può restare indifferenti di fronte ad un uomo, anche uno solo, che perda la vita per qualsiasi causa sul lavoro, fonte di sostentamento, di dignità umana e di santificazione cristiana”.

Come detto, i lavoratori delle acciaierie ternane, hanno scioperato per quattro ore, in concomitanza con le le esequie del loro collega. Alla mobilitazione indetta dalla Rsu, hanno partecipato anche le segreterie dei metalmeccanici Fim, Fiom, Uilm, Fismic, mentre l’Usb ha proclamato quattro ore di sciopero su tutti i turni, escluso quello notturno, per ribadire, insieme ai delegati di fabbrica, “l’importanza e la imprescindibile attenzione sui temi della sicurezza nei luoghi di lavoro”.

foto Terninrete