E’ “molto positivo” il consuntivo 2017 dell’attività della procura di Terni, dove si è registrato un calo delle iscrizioni delle notizie di reato, “nel segno di una minore necessità di ricorso alla giustizia penale”: a sottolinearlo è stato il procuratore capo della Repubblica, Alberto Liguori, nel corso di una conferenza stampa. In particolare le iscrizioni nel registro noti sono scese del 13 per cento (da 4.172 fascicoli a 3.620), quelle nel registro ignoti del 25 per cento (da 8.385 a 6.256).

Il segno meno prevale anche per la maggior parte delle tipologie di reati, da quelli contro le fasce deboli e contro la pubblica amministrazione (-22 per cento in entrambi i casi) a quelli contro il patrimonio (-33 per cento per i furti contro ignoti in appartamento e -31 per cento per quelli contro ignoti in genere). Invariati i reati fallimentari, ambientali e gli infortuni sul lavoro, mentre viene definito “preoccupante” dal procuratore il dato relativo ai reati legati alla droga. In quest’ultimo settore si è registrato un aumento del 25 per cento (da 255 a 320 reati sopravvenuti), con la quota di sostanza stupefacente sottoposta a sequestro balzata da 17 a oltre 44 chili.

“Il dato – ha commentato Liguori – è sintomatico dell’incremento dell’attività di spaccio nel nostro comprensorio, tenendo conto che a questi numeri devono essere aggiunti quelli relativi alle attività di spaccio minimali di cui si occupa la prefettura”. Tra le indagini più rilevanti, l’individuazione di presunti falsi ciechi che hanno sottratto all’Inps oltre 130 mila euro e l’arresto in meno di 12 ore del presunto omicida del muratore albanese Demir Hyseni.

Infine, Liguori ha sottolineato che l’impegno della procura nel 2017 ha “segnato risultati altrettanto importanti con le due operazioni Spada”, che hanno portato ai domiciliari prima il sindaco Leopoldo Di Girolamo e l’ex assessore Stefano Bucari (misure poi revocate) e ora l’assessore Vittorio Piacenti d’ Ubaldi. “Indagini – ha concluso Liguori – che non hanno corsie preferenziali, in quanto non ci sono inchieste di serie A e inchieste di serie B, e che, per quanto ci riguarda, non si prestano a strumentalizzazioni politiche”.